| Nome: | Descrição: | Tamanho: | Formato: | |
|---|---|---|---|---|
| 1 MB | Adobe PDF |
Orientador(es)
Resumo(s)
Le origini della coltivazione del riso ai margini dei fiumi Sado e Tago e le relative trasformazioni agroecologiche e tecnologiche non sono state ancora oggetto di studio. Conosciamo molto poco della dinamica delle “frontiere d’acqua” dolce e salata in quei fiumi, vale a dire la conversione delle paludi in risaie o saline, o il ruolo delle persone di colore provenienti dall’Africa occidentale e ridotte in schiavitù lungo i fiumi Sado e Tago. Questo articolo presenta una ricerca innovativa sui legami tra questi nuovi arrivati, provenienti da luoghi in cui tali trasformazioni erano comuni, e la produzione di riso in Portogallo durante la prima età moderna. Ricostruzioni storiche troppo semplicistiche hanno (ri)espropriato gli schiavi e i loro discendenti da qualsiasi ruolo storico trasformativo. Tuttavia, gli studi di Judith Carney, Edda Fields-Black, Peter Wood, Daniel Littlefield e di altri, collocano gli schiavi provenienti dall’Africa occidentale al centro del trasferimento tecnologico e del cambiamento agroecologico nelle Americhe. Sulla sponda europea dell’Atlantico, questa linea di indagine non è stata ancora seguita. Il nostro studio contribuisce a definire un approccio critico più solido nei confronti della storia socio-ambientale dei subalterni nelle società schiaviste. Proponiamo un’ipotesi di ricerca che vada oltre la contrapposizione tra natura-società nelle aree coloniali e l’implicita e ulteriore oggettivazione che essa comporta nei confronti degli schiavi di colore, limitandosi alla loro condizione metabolica. La storia poco nota della coltivazione di riso nel Sado e nel Tago è collegata alla storia non raccontata degli schiavi neri in Portogallo e questo articolo offre una formulazione preliminare di queste connessioni.
Descrição
UIDB/04209/2020 UIDP/04209/2020
Palavras-chave
Storia dell’agricoltura acquitrini lavoro e tecnologia riso nero schiavitù
