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Autores
Orientador(es)
Resumo(s)
In un dispacde diplomatico inviato da Parigi a Venezia l'8 settembre
1606 (si era nel piene della controversia dell'interdette, che oppose
fieramente il governo della Serenissima all'autorità del pontefice Paole V)
l'ambasciatore Piefre Friuli frasmise una Usta di epere anticuriaUstiche
composte fra il Trecento e U prime Cinquecento. La Usta, che gli era stata
consegnata da un dottore deUa Sorbona, la cittadella del gallicanesimo, si
apre con il De potestate regia et papali di Giovanni da Parigi Qean
Quidort). "Dectissimus fractatus": così, di U a poco, avrebbe definite
quest'opera il sindaco deUa Sorbona, Edmend Richer, nel suo opuscolo
De ecclesiastica et politica potestate (1611)^^^ Ma pochi anni addiefro il
cardinal BeUarmine — che nella cenfreversia deU'interdette avrebbe dUeso
con vigere le posizioni papali — nel suo frattato De remano pontifice aveva
menzionate Giovanni da Parigi a proposito deUa "petestas indfrecta in
temporalibus", ponendo il domenicane francese fra 1 sostenitori della
"sententia media et catheUcerum theelegerum cemmunis"
Descrição
pp. 169-184
Palavras-chave
Contexto Educativo
Citação
Editora
Faculdade de Ciências Sociais e Humanas, Universidade Nova de Lisboa
