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Autores
Orientador(es)
Resumo(s)
Sono vecchio. E perciò mi accorgo bene quanto rapidamente il
mondo à cambiato. Tutto scorre: ma oggi molto più velocemente che nei
giorni remoti di Eraclito. Nel giro breve di una generazione sono esplosi
insieme industria e commercio, trasporti e turismo; e dunque à mutata
tanti favorevolmente nei nostii paesi l'economia. E hanno progredito
enormemente le scienze: fisica, chimica, medicina; cesi che sono cambiate
le fabbriche e gli espedali. Ormai dominane dovunque i cemputers. Chi
ha buoni occhi si accorge quante sono mutate persino le nestie lente
discipline: filologia e storia delle letterature. Sopra tutto sempre più
aumenta la nostra conoscenza della storia, per gran parte sommersa,
dell'umanesimo.
La discesa in Italia nel 1327 -1329 di Ludovico U Bavaro, fortemente
deciso a raggiungere Roma e a esservi inceronato imperatore, fu uno
degli avvenimenti maggiori di quel secolo. Questa incoronazione fu una
dichiarazione di guerra. Sì, Ludovico ottenne subito U consenso delle città
italiane fomite di vecchia fede ghibellina, e perciò difese da mura e da
castelli coronati da merU a ceda di rondine: al nord Milano e Verona, al
centio Pisa; e tievò il consenso di signori minori devoti a quella fede e
almeno attiatti dagli ideali e dai vantaggi di queUa fazione. Anche se
stancò preste questi suoi alleati con richieste insaziabili di denaro. Ma
questo disegno del Bavaro si scentiò con il piane ostinatamente perseguito
da Giovanni XXII: che per tutto il suo lungo pontificate puntò a saldare in
perpetua alleanza i due grandi potentati guelfi, il re di Francia e i suoi
censaguinei angioini di Napoli, e invece a deprimere i re aragonesi di
Spagna e di Sicilia e i signori ghibellini italiani. Di qui la guerra: conclusa,
al di là di sucessi effimeri, con la disfatta finale del Bavaro.
Descrição
pp. 63-71
Palavras-chave
Contexto Educativo
Citação
Editora
Faculdade de Ciências Sociais e Humanas, Universidade Nova de Lisboa
